{"id":1510,"date":"2016-08-28T23:10:43","date_gmt":"2016-08-29T02:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/consbahiablanca.esteri.it\/news\/dal_consolato\/2016\/08\/28-08-2016-intervista-all-ambasciatore\/"},"modified":"2016-08-28T23:10:43","modified_gmt":"2016-08-29T02:10:43","slug":"28-08-2016-intervista-all-ambasciatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consbahiablanca.esteri.it\/it\/news\/dal_consolato\/2016\/08\/28-08-2016-intervista-all-ambasciatore\/","title":{"rendered":"28.08.2016 INTERVISTA all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia a Buenos Aires, Teresa Castaldo \u2013 Diplomazia Economica Italiana , newsletter online a cura di MF\/Dow Jones News"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" alt=\"intervista\" src=\"resource\/img\/2016\/08\/intervista.jpg\" \/><\/p>\n<p>INTERVISTA all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia a Buenos Aires, Teresa Castaldo \u2013 Diplomazia Economica Italiana , newsletter online a cura di MF\/Dow Jones News<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>A quanto ammonta l&#8217;interscambio commerciale tra Italia e Argentina e in che modo si sta muovendo il nostro Paese a livello di sistema per incrementare i volumi?<\/strong><\/p>\n<p>Il trend \u00e8 positivo dopo le battute d\u2019arresto che negli anni passati hanno riguardato tutti i Paesi, con particolare riferimento a quelli europei. L\u2019interscambio commerciale totale nel 2015 \u00e8 stato pari a 2,32 miliardi di dollari, ma la forza dell\u2019Italia in Argentina si misura non tanto su tale dato, quanto piuttosto sul livello e sulla presenza delle imprese italiane. L\u2019Argentina \u00e8 un importatore netto dall\u2019Italia con<br \/>un volume di importazioni pari a 1,37 miliardi, che superano il livello delle esportazioni, attestatosi su0,95 miliardi. L\u2019Argentina occupa il 47esimo posto nella classifica del 2015 dei fornitori italiani,<br \/>con uno 0,4% del totale del mercato, mentre l\u2019Italia \u00e8 il settimo fornitore con un quota del21% del mercato, preceduta a livello europeo solo dalla Germania. I nostri principali competitori, Francia e Spagna si posizionano su numeri inferiori, rispettivamente all\u2019ottavo e 14esimoposto. L\u2019Argentina rappresenta il 19esimo mercato per il Made in Italy, con una percentualedell\u20191,6% del totale delle esportazioni complessive italiane.<br \/>Le misure di apertura del commercio gi\u00e0 disposte dal Governo Macri, quali per esempio l&#8217;abolizione delle tasse sulle esportazioni e l\u2019eliminazione delle restrizioni valutarie, favoriranno<br \/>l\u2019incremento dell\u2019interscambio commerciale in generale. La visita del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi dello scorso febbraio ha rappresentato il punto di partenza di una nuova fase delle relazioni economiche e commerciali. La recente missione imprenditoriale, guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, ha tradotto la volont\u00e0 politica del nostro Governo in un immediato seguito concreto: 140 fra operatori e rappresentanti di categoria hanno potuto verificare in prima persona le opportunit\u00e0 che si aprono nel Paese, in settori strategici come energia, automotive, agroindustria, infrastrutture oltre che nell&#8217;industria satellitare, nella formazione universitaria, nel turismo e nell\u2019ambiente. Si \u00e8 trattato di una delle missioni di Sistema pi\u00f9 grandi mai realizzate non solo in America Latina ma nel mondo. Vorrei poi attirare l\u2019attenzione su un recente sviluppo, a mio avviso, molto importante. SACE \u00e8 stata la prima fra le Agenzie europee a riclassificare l\u2019Argentina nella categoria di rischio Paese, a seguito della positiva conclusione della nota controversia sugli \u2018holdouts\u2019.<br \/>Ci\u00f2 sar\u00e0 di ausilio fondamentale alle imprese italiane in termini di agevolazioni finanziarie e di accesso al credito. SACE, proprio nel corso della missione imprenditoriale del maggio scorso, ha concluso un accordo che consente di emettere lettere di credito confermate dal Banco de la Nacion Argentina o polizze di credito, fino a un massimo di 50 milioni di euro e ha annunciato la prossima attivazione<br \/>di una linea di credito fino a 700 milioni di euro con particolare attenzione verso le PMI. Si tratta di segnali concreti che accrescono la fiducia delle imprese italiane verso il mercato argentino.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le aziende italiane pi\u00f9 attive sul territorio?<\/strong><\/p>\n<p>Nel Paese operano oltre 250 aziende italiane, di cui 110 attive nel settore manifatturiero. La maggior parte di esse ha deciso di restare in Argentina anche dopo la crisi del 2001, scegliendo di non andarsene anche in un momento<br \/>complesso sia dal punto di vista economico sia da quello finanziario. Tra le principali imprese figurano alcuni dei pi\u00f9 importanti gruppi industriali italiani (Fca, Pirelli, Enel, Techint, Ghella, Salini Impregilo, Ferrero, Telespazio, Fratelli<br \/>Branca, Trevi e Campari solo per citarne alcuni). Accanto a essi, ci sono numerose PMI italiane, attive dal settore della meccanica ai veicoli, dall\u2019energia alle infrastrutture, dalle tlc all\u2019industria della salute, dai trasporti all\u2019agroalimentare, dal software alla cosmetica. Molte sono pronte a investire nuove risorse: \u00e8 il caso di FCA, che investir\u00e0 0,5 miliardi di dollari per rimodernare lo stabilimento di Cordoba. L\u2019impianto potr\u00e0 cos\u00ec assumere un ruolo fondamentale nella strategia di espansione in Sud America anche grazie alla produzione di un nuovo modello che verr\u00e0 commercializzato nel continente. Del resto, l\u2019Argentina pu\u00f2 rappresentare per le imprese italiane anche una piattaforma privilegiata verso il Mercosur e gli altri paesi della regione, vantando livelli di preparazione universitaria e professionali comparabili con quelli europei, oltre a una manodopera altamente qualificata. A ci\u00f2 si aggiunge una forte tradizione nel campo scientifico e tecnologico (\u00e8 il Paese latinoamericano che vanta pi\u00f9 Premi Nobel) grazie anche agli ingenti investimenti effettuati dallo Stato nell\u2019ultimo decennio. In termini di risorse naturali, l\u2019Argentina \u00e8 poi tra i principali produttori mondiali in derrate agricole e prodotti agro-alimentari (si calcola che il Paese produca oggi alimenti per oltre 400 milioni di persone e che potrebbe triplicare tale numero nel breve lasso di pochi anni). Il Paese detiene poi le seconde riserve al mondo di shale gas e le quarte di shale oil ed \u00e8 al sesto posto a livello mondiale per possesso di risorse minerarie.<\/p>\n<p><strong>Quali riforme allo studio dal Governo argentino potrebbero avere ripercussioni positive sulle attivit\u00e0 di imprenditori italiani interessati a espandere le attivit\u00e0 verso il Paese sudamericano?<\/strong><\/p>\n<p>Appena insediato, il Presidente Macri ha avviato una prima fase di \u2018normalizzazione dell\u2019economia\u2019 per riequilibrare i conti pubblici, ridurre l\u2019inflazione e riattivare la crescita economica con un consistente piano di sviluppo in campo<br \/>energetico e infrastrutturale. Il ripristino di un clima favorevole agli investimenti creer\u00e0 certamente importanti spazi di manovra per le aziende italiane in numerosi settori, schiudendo nuove opportunit\u00e0 a cooperazioni con societ\u00e0<br \/>locali. Tra le varie iniziative assunte fino a oggi va ricordato il cosiddetto Plan Belgrano che interessa il Nord del Paese e prevede l\u2019ammodernamento delle ferrovie e della rete stradale, lo sviluppo di infrastrutture per l\u2019acceso della popolazione alle acque e all\u2019educazione, all\u2019energia e alla rete ospedaliera. Al settore infrastrutturale \u00e8 stato dedicato un panel specifico nell\u2019ambito della recente missione di sistema guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto.<\/p>\n<p><strong>Dopo la crisi del debito sovrano argentino, l\u2019Italia \u00e8 rimasta l\u2019unico dei grandi Paesi occidentali a non presidiare pi\u00f9 il territorio con attivit\u00e0 bancarie in loco. Vi risulta che ci siano istituti di credito che stanno facendo considerazioni per tornare sui oro passi?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 uno degli obiettivi prioritari della nostra azione. Le prospettive sono incoraggianti anche se restano ancora molti passi da compiere. Il sistema bancario argentino ha subito negli ultimi anni una profonda trasformazione strutturale che ha comportato una contrazione degli operatori (da 206 nel 1994 a circa 60). Una flessione che non ha risparmiato le banche italiane che hanno deciso di lasciare il Paese. Il settore si \u00e8 mantenuto tuttavia vivace e ha confermato nel tempo di essere tra i pi\u00f9 redditizi dell\u2019economia argentina, come dimostra la presenza di tutte le maggiori banche europee. Nell\u2019ambito della recente missione, con Abi abbiamo organizzato una giornata d\u2019incontro settoriale con le due principali associazioni bancarie locali, Adeba ed Aba, e la Banca Centrale argentina, al quale hanno partecipato 5 fra le pi\u00f9 grandi banche italiane (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Bnl<br \/>e Popolare di Vicenza). Notevole \u00e8 stato l\u2019interesse da parte delle principali istituzioni finanziarie locali ad analizzare eventuali forme di collaborazione con tali istituti di credito italiani. I segnali sono positivi. L\u2019augurio \u00e8 che anche in questo settore l\u2019Italia possa cogliere a pieno tutte le opportunit\u00e0 che questo straordinario Paese pu\u00f2 offrire.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/doc\/2016\/06\/newsletter_n.6_30_giugno_2016.pdf\">http:\/\/www.esteri.it\/mae\/resource\/doc\/2016\/06\/newsletter_n.6_30_giugno_2016.pdf<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"INTERVISTA all\u2019Ambasciatore d\u2019Italia a Buenos Aires, Teresa Castaldo \u2013 Diplomazia Economica Italiana , newsletter online a cura di MF\/Dow Jones News \u00a0 A quanto ammonta l&#8217;interscambio commerciale tra Italia e Argentina e in che modo si sta muovendo il nostro Paese a livello di sistema per incrementare i volumi? 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